Cervelli in Fuga. Non solo menti migranti.

Cervelli in Fuga. Non solo menti migranti.

Recentemente l’argomento della mia rubrica su Osservatorio Cittadino ha preso un più ampio respiro scegliendo di approfondire ogni aspetto della tematica lavorativa giovanile. Perché, in fondo, se siamo così portati a scappare è perché c’è qualcosa che ci induce a fuggire. Da cosa fuggiamo?

Vi riporto un altra carrellata di pubblicazioni sulla testata aversana. Alle interviste si alternano articoli in cui riporto dati, considerazioni e confronti sull’attuale stato occupazionale giovanile, con un particolare riferimento al Sud Italia.

cervelli in fuga valerio vardcervelli in fuga da sud a nordcervelli in fuga sami morellicervelli in fuga annuncimaria angela macario cervelli in fuga

Annunci

Parvenza di Serenità

Parvenza di Serenità

Parvenza di Serenità avanza con funambolico equilibrio sulla corda di Speranza. Un capo della corda, distante qualche passo dalla schiena di Parvenza, è legato ad un grosso tronco di un alto albero di Passato. L’altro capo, quello che Parvenza ha di fronte a sé, è annodato intorno al gracile tronco di un arbusto di Futuro: non si sa ancora a quale specie appartiene, ma crescerà forte, nutrendosi delle lacrime e del sudore di Parvenza.

È scossa Parvenza, nel suo procedere, da un vento di Presente: uno zefiro di critiche, giudizi, commenti e malintesi. Guai a guardar giù, Parvenza! Sotto l’instabile corda di Speranza attende un prato di carnivori Beato te che minacciano Parvenza con la loro invidia.

Parvenza di Serenità, cela dietro ad una maschera di Sorriso tutte le impervietà del suo cammino. Avanza verso il Futuro, si tiene in equilibro con l’asta della Determinazione sulla vacillante Speranza desiderando spogliarsi del suo ruolo di Parvenza ed essere finalmente solo Serenità.

Margherita Sarno

Cervelli in Fuga. Reprise.

Cervelli in Fuga. Reprise.

Dopo la pausa estiva obbligata di Osservatorio Cittadino, mi sono presa una bella pausa individuale da WordPress, dovuta, per lo più ad impegni lavorativi ed accademici.

Quest’anno l’impronta conferita alla mia rubrica si amplia: abbiamo, infatti, pensato ad un’apertura verso storie di più ampio respiro nella tematica ‘occupazione giovanile’, con un fedele sguardo alla preparazione, allo studio, alle esperienze che caratterizzano questa generazione di menti eccellenti troppo spesso date per scontate, sminuite, svalutate.

Le prime storie di questa tranche sono quelle di Ophelia (nome inventato per preservare l’anonimato dell’intervistata), Francesca, Gabriele, Laura e Daniele.

IMG_20170910_205309IMG_20170924_124633IMG_20171010_101626IMG_20171023_163927IMG_20171106_085621

Cervelli in Fuga su Osservatorio Cittadino pt. III

Cervelli in Fuga su Osservatorio Cittadino pt. III

Con Rosanna, Antonella e Katia si concludono le interviste di Cervelli in Fuga per questo anno. A giugno Osservatorio Cittadino va in vacanza e riprende a settembre. Non so ancora dire se dopo l’estate ci ritroveremo con la stessa rubrica: le vostre storie sono tante e ognuna diversa dall’altra, ma vorrei riuscire a portare a termine un discorso, far sì che questa squadra di talenti e la loro testimonianza abbiano un senso.

Mi prenderò un po’ di tempo per pensarci, confidando, magari, nei vostri suggerimenti che accolgo caldamente. Nel frattempo vi lascio alla lettura delle ultime tre storie che abbiamo raccontato in questi mesi.

cervelli in fuga rosanna sirignanocervelli in fuga antonella ferraracervelli in fuga katia muscariello

Cervelli in Fuga: la mia rubrica su Osservatorio Cittadino

Cervelli in Fuga: la mia rubrica su Osservatorio Cittadino

Da gennaio sul freepress aversano Osservatorio Cittadino curo una rubrica sull’occupazione giovanile: “Cervelli in Fuga”. In particolar modo, come suggerisce lo stesso nome, parliamo dei tanti ragazzi italiani, per lo più del sud, che hanno intrapreso strade lontano da casa per affermarsi nell’ambito universitario e professionale.

Tutto è cominciato dalla mia esperienza personale di cervello vagante che, prima in Egitto, poi in Spagna ed ora in Nord Italia, mi ha visto muovermi alla ricerca di qualcosa di più.

I miei “cervelli in fuga” sono ragazzi partiti dalle province, con storie tutte diverse legate dallo stesso comun denominatore.

Vi offro una prima carrellata di interviste: da Tina Sozio, infermiera aversana trapiantata a Londra a Pietro Colacicco, studente napoletano trasferitosi a Bologna, passando per Olimpia Diodato che dopo la Francia è tornata nella sua Napoli fino a Daniele Petrachi, giovane pugliese che ha ritrovato in Germania la vocazione per la professione sanitaria.

Non  è un caso che siano tutti miei amici, prima che protagonisti della rubrica, perché ho avuto modo di conoscere profondamente le loro storie prima di raccontarle e ho avuto la profonda convinzione che la loro esperienza potesse dar voce a quella di migliaia di giovani come loro, come me, che hanno bisogno di “lasciare per poter trovare”.

16422457_385815408418929_1058237939857299872_o16722416_392319517768518_7207162241540396099_ocervelli in fuga daniele

16998684_399359490397854_1528222134827970743_n

 

“Cenere e Silenzio”, il romanzo di Teutonico e Pippia presentato a Torino

“Cenere e Silenzio”, il romanzo di Teutonico e Pippia presentato a Torino

Ieri sera sono stata alla presentazione di “Cenere e Silenzio”, romanzo scritto da Sergio Maria Teutonico e Mario Pippia. L’evento  ha avuto luogo  nella Sala delle Colonne del complesso Cascina Marchesa a Torino.

Conoscevo lo chef Sergio Maria per alcune sue partecipazioni in programmi televisivi e successivamente ho iniziato a seguirlo tramite social, per cui quando ho visto il suo nome associato a quello di Pippia nella stesura di un romanzo, la mia curiosità si è accesa. Il caso ha voluto che facessero una presentazione della loro creatura proprio vicino casa mia a Torino. Una presentazione moderata, tra l’altro, da Pasquale Ruju, che vanta la paternità di numerose avventure di Dylan Dog, oltre ad un curriculum artistico-professionale di immenso rispetto.

“Cenere e Silenzio” è stato definito un romanzo noir, con riferimenti al pulp e condito con abbondante sagacia. Il tutto si svolge in un ristorante e i capitoli sono divisi in portate, andando dall’antipasto al dessert. Il protagonista è uno chef che si rivelerà essere un personaggio “di coerente cattiveria”.

icop-cenere-e-silenzio

La collaborazione tra i due autori, uno chef e l’altro scrittore, è iniziata circa tre anni fa, come hanno rivelato i due, “interrogati” da Ruju, ed è sfociata in una creazione “a due teste e due mani, una fusione di due anime” che, a lungo andare, ha avuto bisogno di trovare una dimensione, un titolo. A proposito del titolo, la spiegazione fornita dagli autori suscita ancor più curiosità nei confronti del testo: il silenzio è quello tanto anelato, all’interno di una cucina di un ristorante, campo di battaglia e scenario di continuo frastuono; la cenere…potrebbe essere ciò che resta dello sporco, ciò che l’uomo ritorna ad essere alla fine della vita, la polvere che resta dei momenti spazzati via…chissà?

La prefazione del libro è a cura di Leonardo Romanelli, celebre e temuto critico enogastronomico, presente anche in un breve cameo nel primo capitolo del romanzo. “Al di là di Romanelli- confessano gli autori-ci sono molti riferimenti a personaggi reali, quasi a volerne dipingere lo stereotipo, una presa in giro dei tipi da cucina”.

Sono arrivata alla presentazione completamente a digiuno di qualunque informazione sul testo e sono andata via con la curiosità immensa di divorarne, e qui il termine calza a pennello, subito qualche pagina. Vi terrò aggiornati, ma intanto se vi va di farvi una vostra idea, il libro lo potete acquistare online e iniziare a gustarvi le portate di questo insolito menù.

teutonico.jpg